
Teatroterapia come azione intima: il momento delicato del training.
La Teatroterapia d’Avanguardia di Salvatore Ladiana è un’azione intima, delicata e al tempo stesso profondamente sofferta: un processo che non si limita a curare, ma a rivelare. Come mani esperte su un affresco antico, essa lavora con pazienza su ogni strato che la vita ha sedimentato su di noi — maschere, ruoli sociali, sovrastrutture imposte, automatismi di massa — per riportare alla luce l’essenza più autentica dell’individuo.
Attraverso il corpo, la voce, il respiro e lo spazio scenico, si compie una sorta di restauro dell’anima: si scolpisce via ciò che non ci appartiene, si sciolgono le corazze del “dover essere” e si libera, poco a poco, il nostro volto originario. È un processo che richiede coraggio, perché smascherarsi significa anche attraversare le proprie ferite. Ma è proprio in quel dolore che germoglia la possibilità di rinascere, di riconoscersi, finalmente, in ciò che si è davvero.
Tutto questo avviene in un luogo protetto, uno spazio sacro dove la fragilità può esistere senza paura. Ed è reso possibile dalla maestria del Teatroterapeuta, che si fa guida silenziosa e mediatrice sensibile. È lui che, passo dopo passo, conquista la fiducia dell’allievo, creando le condizioni perché possa affidarsi pienamente, senza difese, senza finzioni. Solo così può nascere la vera trasformazione.
La Teatroterapia di Ladiana non cerca spettacolo, ma verità. Non mette in scena personaggi, ma persone. È un atto di resistenza all’omologazione, una pratica poetica e politica insieme, che restituisce dignità all’unicità irripetibile di ogni essere umano. In questo senso, è arte viva: un’arte che cura, un’arte che risveglia, un’arte che salva.
(di Assunta Lanzillotta)